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L’ozono troposferico

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L’ozono è una molecola curiosa: può essere molto dannoso, ma può essere anche molto utile, a seconda di dove si trova. È utilissimo, infatti, nella stratosfera (c.a. fra gli 8 e i 60 Km di altezza, con variazioni che dipendono dalla latitudine) per proteggerci dai dannosissimi raggi UV emessi dal Sole. In passato il famoso “buco dell’ozono” era stato creato dalla diffusione dei CFC (clorofluorocarburi), molecole in grado di danneggiare fortemente lo strato protettivo; il bando di tali sostanze sembra che stia dando i suoi frutti, con la progressiva riduzione di questo “buco”.

L’ozono è invece pericoloso per la salute quando si trova al livello in cui vivono gli animali, i vegetali e l’Uomo, ossia nella troposfera; vediamo perché.

L’ozono è un radicale libero, pertanto ha un’elevatissima reattività ed è un forte ossidante. È simile all’acqua ossigenata, ma è molto più pericoloso, anche perché è un gas; è instabile, in quanto a temperatura ambiente tende a trasformarsi in ossigeno, e può esplodere al minimo innesco.

All’Uomo produce prima di tutto irritazione dell’epitelio polmonare, edema e lesioni varie a seconda della concentrazione, nonché irritazione dell’epidermide nel caso in cui entri in contatto con la pelle.

Fra i dati tossicologici a lungo termine, numerosi sono i dati di mutagenesi a dosi preoccupanti (ossia quelli per cui bastano basse concentrazioni per avere l’effetto tossico), anche su cellule umane; fra i valori più degni di nota, i dati di formazione di micronuclei (indice di mutagenesi “cattiva”, quella che danneggia in modo irreversibile il DNA cellulare) in cellule umane a soli 0,2 ppm per 4 ore di esposizione per via inalatoria (dati 2004-2006).

L’ozono è radiomimetico (ossia produce gli effetti clinici abitualmente associati a una radiazione).
Non è considerato cancerogeno per l’Uomo, mentre lo è per i topi a livello polmonare. Vi sono dati di tossicità per il ciclo riproduttivo per mammiferi.

Gli impianti in cui si produce e utilizza l’ozono a scopo disinfezione (per esempio depuratori e potabilizzatori) devono essere a tenuta stagna, oppure abbondantemente ventilati affinché non si crei ristagno né possibilità che venga respirato in concentrazioni pericolose; le apparecchiature elettriche vanno isolate.

Vi sono situazioni, ormai piuttosto comuni, in cui l’ozono viene prodotto involontariamente dalla reazione chimica fra alcune categorie di inquinanti, in particolare gli ossidi di azoto (NOx) e i composti organici volatili (VOCs) in presenza di luce solare. Tali fumi inquinanti provengono generalmente dalle emissioni industriali, dalle centrali termoelettriche, dai vapori dei carburanti e dai fumi dei motori, dai solventi chimici (utilizzati puri o disciolti nelle vernici, nelle colle e in altri prodotti a base solvente).

Bibliografia: RTECS NIOSH, Toxnet, UsEPA