Sul bisfenolo A

ScontriniIl bisfenolo A (BPA, C.A.S. nr. 80-05-7) e’ una sostanza di base nella produzione di plastiche utilizzate per la conservazione di alimenti, in particolare il policarbonato, ma anche alcune plastiche “sostitutive” ; e’ presente anche in molte paste per otturazioni dentarie e nella carta termica (scontrini, vecchi fax).

Il policarbonato è una plastica trasparente molto rigida, contrassegnata sul fondo dei contenitori dal numero 7 all’interno del simbolo con le freccette; è stato molto utilizzato per la produzione di biberon, attualmente è presente in cucina sottoforma di contenitori per alimenti.

Il bisfenolo A è sotto accusa per essere un interferente endocrino.
Dalle banche dati (RTECS e altre) vediamo che presenta inoltre tutta una serie di caratteristiche interessanti:

  • e’ bioaccumulabile nei tessuti adiposi (Log Kow = 3,32) e, come tale, trasmissibile al lattante attraverso il latte materno;
  • e’ un notevole genotossico;
  • e’ un notevole teratogeno (tossico per il feto in formazione).

Genotossicita’: fra i numerosi dati, spicca la formazione di micronuclei in linfociti umani a 12,3 mg/L/22h. Cio’ significa che siamo di fronte a una sostanza molto aggressiva verso il DNA delle cellule umane esaminate (linfociti), tanto che il sistema immunitario non e’ in grado di contrastare la formazione dei micronuclei (indicativi della forza di questo mutageno, unitamente alla bassa concentrazione gia’ sufficiente per rilevarne la tossicita’).

Teratogenicita’: fra i numerosi dati spiccano le anomalie neurologiche in feti di mammiferi (ratti) a 20 ug/Kg. Si tratta di una concentrazione attiva particolarmente bassa, ossia e’ sufficiente pochissima sostanza per manifestare l’azione tossica; pertanto, se si dovesse verificare che l’essere umano e’ in questo caso, come in numerosi casi, affine al ratto per risposta all’azione tossica, il dato sarebbe particolarmente preoccupante.

Per quanto riguarda l’interferenza con il sistema endocrino, troviamo dati sui ratti con concentrazioni molto preoccupanti (100 ug/Kg subcutaneo in topo; 5,9 mg/Kg subcutaneo in ratto; etc.).

L’Istituto Superiore di Sanita’ ha pubblicato approfondimenti a cura di Alberto Mantovani e Francesca Baldi – Reparto di Tossicologia Alimentare e Veterinaria – ISS, con alcune spiegazioni e indicazioni utili sui modi per diminuire l’esposizione a questa sostanza tossica. Eccone un estratto:

  • Non usare contenitori alimentari in policarbonato nel microonde. Il policarbonato è forte e durevole, ma con l’usura causata dal tempo e dalle temperature elevate potrebbe rilasciare BPA.
  • Ridurre l’uso di cibi in scatola, in particolare per i cibi caldi o liquidi. Optare, invece, per vetro, porcellana o contenitori di acciaio inox senza rivestimenti interni in plastica.
  • Se si vive in un paese extra-UE, scegliere biberon privi di BPA (in Europa, i biberon sono esenti da BPA già da anni).
  • Quando si usa una bottiglia di acqua in plastica, non ri-utilizzare più volte.
  • Adottare una accurata igiene orale in modo da ridurre la necessità di cure dentali.
  • Indossare i guanti se si maneggiano molti scontrini in carta termica.

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