L’inquinamento del suolo e quello delle acque sono correlati

2-3-7-8-Tetrachlorodibenzo-p-dioxinLe sostanze tossiche persistenti, non biodegradabili e bioaccumulabili, vengono assorbite dall’erba e dalle piante utilizzate come foraggio per gli animali d’allevamento; poi si ritrovano accumulate nel latte, nelle uova. Non solo: anche nei cereali e nella frutta e verdura.

Riversate negli specchi d’acqua e nei fiumi, spesso arrivano nelle falde sotterranee che utilizziamo per rifornirci di acqua potabile.

L’inquinamento dell’acqua, come tutti sappiamo, non deriva solo dai detergenti:

  • idrocarburi (carburanti e olii minerali):

depositati sul mano stradale dalle automobili in transito oppure sgocciolati vicino alle pompe di benzina e poi dilavati dalle piogge o provenienti da perdite nei serbatoi di stoccaggio;

  • pesticidi e fertilizzanti:

utilizzati in agricoltura;

  • metalli pesanti:

provenienti soprattutto dall’industria metallurgica (trafilerie, altoforni);

  • solventi clorurati:

provenienti anch’essi dall’industria metallurgica e da altre industrie;

  • PCB:

ora proibiti, in passato utilizzati nei trasformatori industriali;

  • diossine:

sottoprodotti indesiderati della manifattura di clorofenoli e fenossi-erbicidi, della sbianca della cellulosa a base cloro (ora in fase di abbandono) e della combustione di rifiuti contenenti cloro. Infatti la combustione di materiali plastici e clorurati insieme, quando è svolta a temperature troppo basse (per esempio: la spazzatura bruciata ai margini delle strade) produce diossine. Le diossine si accumulano specialmente nei grassi, quindi nel latte e nella carne degli animali allevati con mangimi e fieno inquinato da diossine.

  • altri inquinanti (IPA = Idrocarburi Policiclici Aromatici, etc.)