Un luogo comune sulle sostanze di origine naturale

Beute

“Le sostanze di origine naturale sono più sane delle sostanze di origine petrolchimica”

L’origine naturale o petrolchimica di una sostanza non corrisponde a maggiore o minore qualità dal punto di vista ambientale né da quello della salute.

Ogni sostanza è a sé e deve essere valutata singolarmente.

In più, a parità di struttura molecolare, essa avrà le medesime caratteristiche ecologiche e tossicologiche sia che provenga da fonti rinnovabili sia che provenga da sintesi petrolchimica. Potranno esserci differenze solo nel caso in cui, nelle due situazioni, essa sia accompagnata da sostanze diverse, alcune delle quali esercitino per esempio un’azione protettiva (o, al contrario, ne incrementino la tossicità) per l’organismo.

Questo discorso serve a introdurre un concetto fondamentale: le sostanze di origine naturale non sono più sane delle altre.

Le sostanze naturali dotate di elevata tossicità sono numerose; ecco alcuni esempi:

  • tossina botulinica:neurotossica (sistema nervoso); è una delle tossine più forti che esistano, in quanto è sufficiente una dose bassissima (LD50 = 0,00001 mg/Kg) per avere gli effetti letali nelle prove di laboratorio;
  • aflatossine:fra i cancerogeni peggiori esistenti (Carc1, fegato), mais e latte possono essere contaminati in determinate condizioni climatiche, raggiunte in Italia in estate 2003 e 2012;
  • ptaquiloside (contenuto in una felce giapponese):è probabilmente cancerogeno per l’Uomo (esofago) e sicuramente per alcuni animali (vescica, intestino); è mutageno e teratogeno. Il latte puo’ essere contaminato. In Giappone la felce viene utilizzata come alimento.

Anche senza “disturbare” le sostanze naturali più tossiche che esistano… si trovano tantissimi esempi di sostanze che presentano tossicità intermedie, esattamente come nel mondo delle sostanze di origine petrolchimica!

Nella detergenza, alcuni esempi sono i seguenti:

  • potassio coccoato (sapone di cocco):

tossico per il ciclo riproduttivo di mammiferi (topi, 600 mg/Kg);

  • sodio lauril solfato (da sodio coccoil solfato):mutageno (linfociti umani, 100 mg/Kg); tossico per il ciclo riproduttivo di mammiferi (topo, 480 mg/Kg)
  • eugenolo (olio essenziale):altamente mutageno (su tessuti vari, a partire da 0,3 mg/Kg ), citotossico. Allergene.
  • isoeugenolo (olio essenziale):altamente mutageno (linfociti umani, 40 mg/Kg), cancerogeno per mammiferi (fegato topi 75-300 mg/Kg), bioaccumulabile. Allergene.
  • HEDP (fosfonato):tossico per il ciclo riproduttivo di mammiferi (topo, 40 mg/Kg), teratogeno per cuccioli di mammiferi (topo, 200 mg/Kg).

Non è “scontata” neppure la biodegradabilità: alcune sostanze di origine naturale non sono neppure biodegradabili! Eccone alcuni esempi:

  • lignina:non biodegradabile;
  • carbossimetilcellulosa (CMC):lentamente biodegradabile;
  • idrossietilcellulosa:lentamente biodegradabile;
  • fosfonati (HEDP e altri):non biodegradabili;
  • etc.

Esistono altresì sostanze di origine petrolchimica che presentano ottimi profili tossicologici ed ecologici. Anch’esse vanno scelte con attenzione una per una, come peraltro quelle di origine naturale.

Il fatto di essere di origine naturale può essere un pregio a livello di economia globale, in quanto l’approvvigionamento viene assicurato da una fonte rinnovabile. Tuttavia questa caratteristica non deve essere considerata più importante delle proprietà ecologiche e tossicologiche: non è corretto utilizzare sostanze non biodegradabili o – peggio – altamente tossiche e spacciarle per ecologiche solo perchè sono di origine naturale…

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