Sulle bottiglie in PET

bottiglia-di-PETHo ricevuto segnalazioni da persone che hanno utilizzato bottiglie in PET (polietilen tereftalato) per dare campioni di prodotti Bensos ad amici e amiche.
Tali bottiglie, create per la conservazione di acqua minerale, bibite gassate e latte, sono completamente CONTROINDICATE per la conservazione di prodotti alcalini (quali il Lavastoviglie nello specifico), in quanto la resistenza chimica agli alcali di questa particolare plastica è pressoché nulla: il materiale si scioglie quasi istantaneamente.

Vi faccio un esempio di non-compatibilità paragonabile a quella che vi ho descritto.
Il succo di limone, che è chiaramente una sostanza a bassa tossicità (anzi fa bene al nostro organismo), è molto aggressivo verso un materiale che a prima vista sembra indistruttibile: il marmo. Pensate: un minerale che si compatta sotto la pressione esercitata da migliaia di tonnellate di rocce sovrastanti per diventare duro e pesante come lo conosciamo… si scioglie poi in un bicchier d’acqua (o meglio di succo)!!! Il calcare di cui è formato, infatti, è alcalino e reagisce con il succo acido (secondo quella che i chimici chiamano “reazione acido-base”) per dare acqua, anidride carbonica e un sale (il citrato di calcio). Tutte le molecole coinvolte in questa reazione sono poco tossiche: il succo di limone, il calcare di cui è fatto il marmo, l’acqua, l’anidride carbonica, il citrato. Però qualcosa è successo: una piccola battaglia ha avuto luogo, con vinti (il marmo) e vincitori (il succo di limone, che però si è “sacrificato” e ha lasciato acqua, citrato e anidride carbonica a godere della vittoria…).
La forza in gioco in questo caso è stata l’acidità del succo, ossia la tendenza a creare un pH acido (i valori acidi vanno da 7 a 0).
Nel caso del detersivo per Lavastoviglie Bensos, invece, la forza in gioco è l’alcalinità, ossia la tendenza a creare un pH alcalino (i valori alcalini vanno da 7 a 14).
Sempre di pH si parla, sempre di reazione acido-base si tratta. E con i medesimi meccanismi.

Il Lavastoviglie, dovendo esercitare un’azione lavante efficace nell’uso per cui è stato studiato, è infatti alcalino e piuttosto forte. La sua ecologicità e la sua sicurezza dal punto di vista della tossicità a lungo termine sono indubbie e garantite; bisogna però avere delle accortezze nel maneggiarlo e soprattutto non utilizzare un tipo di flacone diverso da quello che forniamo noi. Il polietilene ad alta densità (HDPE) è il più indicato per la conservazione dei prodotti per le pulizie.

Il PET, pur essendo molto comune perché di basso costo e molto comodo per i produttori di bottiglie, non è una plastica né resistente né sicura, a quanto pare neppure per gli usi alimentari (si vedano le nuove indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità riguardo alla cessione di Bisfenolo-A da parte delle bottiglie in plastica, vedi la voce La Salute -> Interferenza con il Sistema Endocrino).

Contenitori in PVC, materiale plastico che agli alcali è meno resistente dell’HDPE (ma non si scioglie velocemente come il PET), sono anch’essi poco indicati per i prodotti alcalini.
Le tubature in PVC, di cui talvolta sono costituiti gli scarichi, ricevono il prodotto già ampiamente diluito durante il lavaggio, quindi non vengono danneggiate; va detto che anche i prodotti in polvere e in pastiglie sono alcalini, una volta sciolti in acqua.

Resta valida l’indicazione di non travasare i prodotti in bottiglie diverse da quelle abitualmente utilizzate per i detersivi: le plastiche non sono tutte uguali.

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