Archivio mensile:aprile 2015

Sugli ftalati

Paperelle_PVCGli ftalati sono sostanze chimiche utilizzate soprattutto per rendere morbide e flessibili le materie plastiche, in particolare il PVC. Sono usati nei cosmetici e nei prodotti per la cura della persona, fra cui profumi, lacche per capelli, saponi, shampoo, smalti per unghie e idratanti per la pelle. Sono contenuti in prodotti di consumo come giocattoli in plastica morbida, tende per doccia, carta da parati, tendine, imballaggi per cibarie (fra cui la parte interna dei tappi in metallo) e pellicole protettive.
Sono usati anche in finiture per legno, vernici, inchiostri, detersivi, adesivi, tubi in plastica per impianti idraulici, tubi e sacche per sangue e altri usi medici, solventi, insetticidi, presidi medici, materiali da costruzione e pavimentazioni in PVC.
Fino al 1999 sono stati usati anche in ciucci, sonaglini e oggetti per la dentizione dei bambini.

Gli ftalati e i loro metaboliti (ossia il risultato della assimilazione e digestione di queste sostanze) sono stati ritrovati nel sangue di molte persone.

Inchiostri_ftalatiIl Di(2-ethylhexyl)phthalate (DEHP) è sotto esame in quanto possibilmente cancerogeno per l’Uomo e possibilmente tossico per il ciclo riproduttivo dei neonati assistiti medicalmente con tubetti che lo contengano. È negativo all’Ames test per numerosi ceppi di Salmonella (mutagenesi); è però cancerogeno per ratti, topi e porcellini d’India, nonché promotore di tumori. È bioaccumulabile (Log Kow = 7,45 > 3), quindi nel tempo ha la tendenza ad accrescere la propria concentrazione nell’organismo, qualora l’organismo vi sia continuamente esposto.

Il Di-n-butyl phthalate (DBP) si è dimostrato particolarmente attivo come tossico per il ciclo riproduttivo degli animali. Anch’esso è bioaccumulabile (Log Kow = 4,9).

Fra gli altri, il Diethyl phthalate è quello che finora ha insospettito meno: non è classificabile come cancerogeno; in più, non ha tendenza alla bioaccumulazione (Log Kow = 2,47 < 3). Viene quindi permesso il suo utilizzo nelle fragranze per cosmetici, detersivi e profumi.

Tuttavia, gli ftalati sono tutti sospettati di svolgere attività di interferenza con il sistema endocrino; pertanto, anche l’uso di sostanze come il diethyl phthalate pone un serio dubbio sulla sicurezza.

[Fonti: U.S. National Library of Medicine; U.S. Agency for Toxic Substances and Disease Registry; IARC].

Sulle diossine e i PCB

Trucioli_legnoIn uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Epidemiologia e Prevenzione (novembre-dicembre 2014) si conferma l’esistenza di diossine, seppur in piccole quantità, nelle ceneri di combustione di scarti di legno e trucioli.

Ciò è risultato dal monitoraggio dell’esposizione degli addetti alla manutenzione di caldaie funzionanti a legno, che risultano esposti anche alle polveri di legno (con le relative problematiche).

L’articolo suggerisce che la potenziale esposizione a ceneri contenenti diossine oltre che a polveri di legno possa esserci anche in altre situazioni analoghe.

Ma le diossine… che cosa sono?

Si tratta di composti chimici aromatici (ossia dotati di anelli benzenici) policlorurati (ossia dotati di atomi di cloro legati alla molecola); sono 210 tipi di molecole e sono suddivisi nelle vere e proprie “diossine” (PCDD, dibenzo-p-diossine) e nei “furani” (PCDF, dibenzo-p-furani).  A questi composti si aggiungono i diossina-simili PCB (policlorobifenili), in numero di 209 tipi di molecole (congeneri). Sono quasi tutte sostanze prodotte dall’Uomo e hanno tutti caratteristiche ecologiche e tossicologiche particolarmente preoccupanti: sono chimicamente molto stabili, quindi difficili da demolire (tempo di dimezzamento: 9-15 anni negli strati superficiali del suolo, 25-100 anni in profondità), non biodegradabili e perciò persistenti nell’ambiente; sono molto tossici per l’Uomo e per gli esseri viventi; sono liposolubili e bioaccumulabili, ossia, una volta entrate nell’organismo, si legano alle molecole di grasso nei cuscinetti adiposi (oltre che nel latte materno), senza essere eliminate attraverso l’urina. Nell’acqua non si sciolgono bene; tuttavia vengono intrappolate alle sostanze minerali porose (adsorbimento), oppure si legano fortemente alle sostanze organiche che vengono trasportate dalla corrente dei corsi d’acqua, quindi alla fine si diffondono ugualmente (APAT 2006).

MuccaEssendo bioaccumulabili, la loro concentrazione aumenta man mano si sale nella catena alimentare: se un’erba contenente poche diossine viene ingerita da una mucca in grande quantità, la concentrazione di diossine nella mucca e nel suo latte sarà molto più elevata rispetto a quella di partenza (biomagnificazione).
Secondo l’EPA statunitense (dati 2004), il 95% delle diossine e dei PCB si assume attraverso cibi contaminati, in particolare carne di manzo, latte e latticini, pesce d’acqua dolce. La riduzione dei grassi animali nella dieta sembra la via più indicata per abbassare l’esposizione a queste sostanze.

Va detto che non tutte le diossine hanno la medesima tossicità: alcune sono molto preoccupanti, altre meno. Le seconde, per esempio, presentano una bassa “biodisponibilità”, ossia una bassa tendenza a passare nella catena alimentare a causa di altri fattori.

Gli effetti biologici principali sull’Uomo sono a carico del sistema immunitario (danneggiamento dei linfociti) e del sistema endocrino (interferenza con l’attività degli ormoni). Sullo sviluppo fetale le diossine sono particolarmente dannose, alterando oltre al sistema immunitario anche il sistema nervoso (con problematiche comportamentali) e la tiroide.
La diossina più spiacevole è la TCDD (2,3,7,8-tetracloro-dibenzo-p-diossina), classificata come cancerogeno per l’Uomo: in particolare sarcomi dei tessuti molli, tumori al polmone, linfomi non-Hodgkin, ma con aumento anche di altre forme di cancro (fonte IARC 2012). I PCB sono attualmente sotto esame per la cancerogenicità, con particolare attenzione per i linfomi non-Hodgkin, melanomi e tumori al seno.

Fuoco_di_legnaLe diossine non sono prodotte intenzionalmente, bensì sono “scarti” di reazioni chimiche come la combustione di plastiche e composti clorurati (fra cui il pesticida e biocida per il legname pentaclorofenolo, le cloroparaffine negli olii esausti, la candeggina e gli altri composti inorganici del cloro) a temperatura troppo bassa. Si possono creare durante i processi di spegnimento e riaccensione degli inceneritori per rifiuti, processi che hanno luogo ogni qualche mese per manutenzione ordinaria; anche gli altiforni delle acciaierie sono sorgenti di queste sostanze.
I PCB invece erano prodotti in passato volutamente, come materiale isolante negli isolatori elettrici e come additivi per utilizzi vari, prima che si scoprisse la loro elevata tossicità. I PCB sono fra i precursori delle diossine, in caso di combustione.